HomeArticoli"Italo Corsale (CNS): 'Semplificazione, innovazione e sostenibilità per crescere e creare valore'"

“Italo Corsale (CNS): ‘Semplificazione, innovazione e sostenibilità per crescere e creare valore'”

Il nuovo presidente del Consorzio Nazionale Servizi (CNS) dal luglio 2024, ci racconta le strategie e le sfide del suo mandato. L’obiettivo per il futuro è ambizioso: raggiungere i 500 milioni di euro di fatturato, consolidando la leadership nei nuovi settori e rilanciando quelli tradizionali come le pulizie ed il facility.

Italo Corsale, 1972, è presidente del Consorzio Nazionale Servizi dal luglio 2024. È in CNS dal 2017, prima come Cfo e successivamente come direttore generale e membro del Consiglio di Gestione. Prima di CNS ha lavorato in IBM, Enel, Enel Green Power, Illumia e Inergia, occupandosi prevalentemente di gestione finanziaria. Si è laureato in Economia a Napoli e successivamente si è specializzato in Business Administration e Finanza d’Impresa, frequentando master alla SDA Bocconi, all’Istituto Studi per la Direzione e Gestione d’Impresa “Stoà” e alla Kellogg University.

Ammonta a 1,629 miliardi di euro il valore del portafoglio lavori del Consorzio Nazionale Servizi (CNS) al 31 dicembre 2024. Quali sono stati i principali fattori che hanno contribuito a questo risultato? In primis direi l’importante capacità che abbiamo avuto di diversificare le attività, puntando su nuovi settori. Ad esempio, la gestione dei Centri Unificati di Prenotazione, la gestione di servizi digitali e la digitalizzazione in generale. Ma non c’è solo il digitale: mi preme ricordare l’importante lavoro fatto sulla gestione di grandi contenitori culturali e musei, potrei citare il Colosseo o la Reggia di Venaria, o le proposte innovative nell’ambito della ristorazione. Oltre alla diversificazione, c’è un’altra caratteristica importante che ha influito su quel risultato: la capacità di fare progetti di qualità. Noi le gare le vinciamo sull’offerta tecnica e non sul prezzo, a testimonianza della bontà delle nostre proposte e della capacità che abbiamo di gestire servizi complessi grazie all’integrazione della filiera, di dare risposte ai bisogni del committente, di generare impatti positivi sulle comunità.

L’obiettivo di CNS è arrivare a 500 milioni di euro di fatturato nel corso dell’attuale mandato. Quali strategie adotterete per raggiungere questo traguardo? Nel piano industriale che presenteremo ai soci e al mercato nella prossima assemblea saranno delineate in dettaglio le nostre proposte per raggiungere l’ambizioso obiettivo che ci siamo dati. Ma alcune linee di azione si possono già anticipare: per far crescere il fatturato di CNS, che vuol dire lavoro e opportunità per i soci, adotteremo strategie per consolidare la nostra posizione nei nuovi settori in cui siamo cresciuti fino a raggiungere posizioni di leadership ma puntiamo anche a tornare crescere in quei settori più tradizionali, come le pulizie o il facility, in cui la nostra quota di mercato negli anni si è ridotta.

La digitalizzazione è al centro delle vostre attività, con il settore dei CUP che rappresenta il 21% del portafoglio lavori. Prevedete ulteriori investimenti in questo ambito? Sicuramente. La digitalizzazione è una delle grandi tendenze di mercato che abbiamo intercettato e che richiede costanti investimenti da parte degli operatori per restare al passo con l’evoluzione tecnologica e con i cambiamenti delle modalità di fruizione dei servizi. Sì, continueremo ad investire, in particolare nella gestione dei Cup e dei Recup, i centri unificati di prenotazione dei servizi regionali, per consolidare la nostra leadership di mercato.

Quali sono le principali sfide e opportunità per i settori della pulizia, ristorazione, ecologia nei prossimi anni? Provo a dare qualche titolo perché la risposta sarebbe molto lunga. Per le pulizie, la sfida principale è quella di far emergere la qualità dei servizi mentre oggi la competizione è tutta sul prezzo. Stessa cosa sulla ristorazione, un settore sul quale stiamo puntando. Per l’ecologia evidenzierei due cose: l’aumento dell’efficienza operativa e energetica, attraverso l’utilizzo di mezzi innovativi, a ridotto consumo ed emissioni, e la spinta decisa sul riciclo dei rifiuti. Come CNS stiamo già attuando queste modalità, ad esempio a Matera, con risultati estremamente positivi. Non partiamo da zero, nel corso degli anni abbiamo costruito piattaforme innovative per la gestione delle commesse, che vanno proprio nella direzione di aumentare l’efficienza e ridurre gli impatti. Penso a Open Facility Management, una nostra piattaforma, che da qualche tempo è anche a disposizione dei soci per un loro utilizzo autonomo. Il ruolo di CNS è anche questo: creare strumenti in grado di migliorare la qualità complessiva della proposta degli associati, creare valore e occasioni di crescita per l’impresa e opportunità lavorative, tenendo sempre al centro un’idea di sostenibilità che per noi è strategica.

Nel corso dell’assemblea del 4 febbraio scorso sono stati illustrati i progetti per lo sviluppo del Consorzio e le nuove opportunità per i soci. Dal momento che fanno parte del consorzio piccole, medie e grandi aziende, come riuscite a modulare le vostre risposte coerentemente alle diverse dimensioni? È una grande sfida questa…ma ci siamo attrezzati per dare risposte alle diverse esigenze. Faccio un esempio: le piccole imprese hanno, in genere, necessità di supporto nella progettazione o nella gestione finanziaria e noi abbiamo strutturato risposte ad hoc. Le realtà di più grandi dimensioni hanno necessità diverse, soprattutto relative alla creazione di partnership in grandi progetti complessi o nella loro progettazione. Noi ci siamo organizzati in modo da poter essere in grado di rispondere ai diversi bisogni: il già citato Ofm è uno strumento con funzioni modulabili, in grado di adattarsi ai diversi contesti e alle diverse richieste dei soci. 

Può darci qualche esempio concreto di come intendete implementare le piattaforme digitali e l’IA? Stiamo già utilizzando l’intelligenza artificiale in diversi settori, ne promuoviamo l’uso e lo estenderemo presto a tutte le commesse. In concreto: l’ottimizzazione dei percorsi dei mezzi, nella logistica, nelle pulizie, nella consegna dei pasti o nell’ecologia, viene fatta con sistemi AI integrati in un modulo di OFM. L’intelligenza artificiale è un supporto anche nella progettazione, nell’avere risposte per dare efficienza ai processi di gestione di grandi commesse, nell’integrare sistemi complessi come può essere tutto il tema della bollettazione con la raccolta dei rifiuti o come ridurre i tempi di fatturazione. Stiamo utilizzando l’AI ma continuiamo a investire per avere sempre sistemi all’avanguardia: siamo soci di IFAB, l’International Foundation Big Data, con cui realizziamo progetti che coniugano big data e intelligenza artificiale e vedono il coinvolgimento dei nostri soci, come il progetto gAIa sui benefici dei cosiddetti “servizi ecosistemici”. Si tratta di un progetto rilevante perché coniuga aspetti di grande interesse per CNS come la gestione del verde urbano e del territorio in chiave sostenibile e innovativa con l’obiettivo di poter strutturare proposte sui servizi ecosistemici che uniscono attenzione all’ambiente e tecnologie avanzate. Al capitolo big data e intelligenza artificiale si colloca anche SIATE, un progetto che ha l’obiettivo di realizzare un sistema integrato di assistenza domiciliare per la terza età, che ha ottenuto un finanziamento all’interno del bando di Bi-Rex, il Competence Center istituito dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, di cui siamo soci fondatori.

Ha anche fatto cenno a una transizione verso un modello di business più sostenibile. Quali azioni concrete verranno messe in campo per garantire impatti positivi? Le azioni sono nei progetti che realizziamo e poi nell’esecuzione. Ho già detto sul tema della riduzione dell’impatto ambientale ma per un consorzio che è parte del movimento cooperativo è centrale il tema dell’impatto sociale. Dobbiamo essere sempre più in grado di far percepire il suo valore ai committenti e ai partner industriali e finanziari. ESG non è solo ambiente ma anche impatto sociale e di governance, ambiti della sostenibilità di grande rilievo, sui quali la cooperazione ha molto da dire.

Lei è presidente da pochi mesi, in cosa avete concentrato l’attività in questa prima fase del mandato?  La parola chiave di questi mesi è semplificazione, mantenendo saldi i presidi di compliance che abbiamo rafforzato nel corso degli anni. In questo periodo abbiamo lavorato per creare una struttura più snella, vicina e accessibile e creato una direzione commerciale in grado di dialogare costantemente con i soci. Siamo stati e saremo maggiormente presenti su tutto il territorio per ascoltare da vicino i bisogni delle imprese e di tutti gli stakeholder, comprendere le esigenze di sviluppo dei territori per poter dare le migliori risposte possibili.

ULTIMI ARTICOLI